SPOSARSI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Quando si parla di coronavirus e di tutte le privazioni a cui tutti siamo stati costretti durante questi lunghissimi mesi nessuno pensa a chi aveva progettato in questo preciso momento storico il proprio matrimonio.

Quando un evento così importante salta non per tua volontà, i sentimenti che montano dentro sono tanti e contrastanti. La ragionevolezza ci dice che è il minimo necessario a cui rinunciare per il bene della collettività, se visto in larga scala è forse anche una piccola cosa, un qualcosa di insignificante a fronte delle tante morti e dei tanti sacrifici fatti da medici ed operatori sanitari degli ospedali; ma questa piccola rinuncia ha invece un peso specifico grande, che preme e preme, e dilaga nel petto… facendoci sentire tristi, e vuoti, e impotenti forse.

La mia amica Alessia si è vista costretta a rimandare. A data da destinarsi. Senza che nessuno sapesse dirle quando e come avrebbe potuto riprendere a programmare un possibile giorno.

Poi l’emergenza è sembrata scemare e nonostante le tante restrizioni (non più di 12 invitati alla cerimonia civile, ad esempio) ha deciso di non posticipare al prossimo anno ma di accettare di buon grado una cerimonia con pochi invitati ma che sancisse l’amore fra lei e l’uomo che ama da anni, non dando spazio a questo malefico virus di decidere per loro, di ‘’congelare’’ i sentimenti che li lega, mettendo anche i desideri in pausa per un intero anno.

Boutique

Ed è per questo che ci siamo alzate di buon’ora per recarci in un negozio molto fornito della capitale per la prima prova ufficiale del suo abito da sposa.

Questo genere di negozi per una donna è come un piccolo angolo di paradiso. Decine e decine di vestiti stipati su ogni lato del negozio. Divisi per tonalità di colore. Crema, ceruleo, rosa, verde, rosso, nero..

Siamo entrate e ci hanno fatto disinfettare le mani, indossare guanti e tenere ovviamente la mascherina che già indossavamo.

Nell’attesa che ci raggiungesse la commessa che si sarebbe occupata di noi, abbiamo iniziato a sbirciare fra i vestiti, abiti meravigliosi e senza tempo. Tulle, raso, seta, organza… modelli e colori d’ogni guisa, lunghi , lunghissimi, asimmetrici o corti.

Non ho potuto nascondere un’eccitazione incredibile nel vedere tanti magnifici abiti tutti davanti ai nostri occhi.

Quando la commessa ci ha finalmente raggiunte, ha preso nota dei nostri abiti preferiti. Quelli che Alessia aveva in mente di provare, per capire quale tipo di modello fosse più congeniale al suo fisico e quale colore più adatto al suo incarnato.

Ne abbiamo opzionati ben sei per iniziare, e ci hanno fatte accomodare in una saletta con dei divanetti distanziati dove avrei potuto aspettare che lei uscisse di volta in volta dal camerino con un abito differente.

In nostro entusiasmo è stato un crescendo. Le mascherine ed i guanti hanno reso forse i movimenti un po’ impacciati ed hanno fatto sudare la futura sposa che era visibilmente accaldata, ma non hanno tolto la magia a questo momento. Potevo vederla. Era lì. Intatta.

La magia di scegliere l’abito giusto per andare incontro alla persona che ami, e con cui desideri dividere sogni e vita.

L’abito giusto

L’abito giusto – come spesso accade – era lì ad attenderci. Forse non quello che ci aveva colpito di più quando giaceva inanimato fra gli altri abiti, ma quello che una volta indossato ha reso la stanza ancor più luminosa.

Il solo abito possibile. Quello che era lì ad aspettare lei. Cucito come con un pennello sul suo giorno perfetto.

Siamo rimaste tutte e tre a distanza durante l’intera prova, ma questo distanziamento forzato non ha rovinato neppure un secondo di questa mattinata.

Gli ultimi dettagli da decidere sono stati proprio quelli inerenti a mascherine e guanti.

Con uno scampolo di tessuto dello stesso colore dell’abito la sarta creerà la mascherina, ormai si stanno organizzando per renderlo un accessorio in più a completamento dell’abito scelto. Così come i guanti, che sono obbligatori anche per la cerimonia civile.

‘’Ed al momento di scambiarci le fedi?’’ ci siamo chieste attonite mentre una piccola ombra ci ha attraversato il viso ed i pensieri, per poi sparire immediatamente.

Troveremo il modo. E tutto questo sarà un qualcosa di passeggero, da dimenticare.

Resterà solo l’amore che fa da cornice a questa cerimonia, resterà l’emozione di questa giornata ventosa, resterà la caparbietà di chi non ha rinunciato ai propri progetti a causa del coronavirus, accettando di viverli in maniera diversa pur di non vederli svanire del tutto.

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